martedì 8 luglio 2014

Recensione #37: Tu sei mia di Elizabeth Anthony



Tu sei mia di 
Elizabeth Anthony
Titolo originale: All I want is you
Pagine: 256
Pubblicazione: 22 Ottobre 2013
Pubblicazione italiana: 26 Giugno 2014
Editore: Garzanti Libri
Prezzo cartaceo: 14.90 €
Prezzo e-book: 8.99 €
Trama: Oxfordshire. 1920. Il sole non sorge ancora e Sophie è già a lavoro per far risplendere le immense sale di Belfield Hall. Ha sedici anni ed è la più giovane cameriera del palazzo; tutti si rivolgono a lei solo per darle ordini. C'è un unico momento in cui Sophie si sente felice: quando il grammofono suona e lei comincia a danzare. Fino al giorno in cui il suo sguardo incrocia due occhi azzurri ai quali non è possibile sfuggire, capaci di portare un po' di luce nelle buie stanze dell'antica dimora. Appartengono a Mr Maldon, il nuovo padrone di Belfield Hall. Un uomo forte e deciso che non ha interesse per nessuno al di fuori di sé stesso. Ma basta un breve incontro tra loro e qualcosa di potente e sconosciuto li travolge. Entrambi sanno che ciò che hanno provato in quell'istante non può esistere: lui è un duca, lei una donna della servitù. Eppure ci sono tentazioni contro cui è vano combattere. Sophie non ha altra scelta che lasciarsi sedurre da quell'uomo, dal suo animo tormentato e misterioso. Perché Mr Maldon non riesce a resistere al suo fascino puro e ingenuo, ma nasconde desideri inconfessati. Nella magia di notti proibite, i due vengono trascinati in un piacere che non conosce differenze sociali: è fatto di gesti, sospiri, limiti da superare. Presto il loro amore impossibile deve fare i conti con gli intrighi di palazzo, con un'etichetta rigida e severa. Ma sottostare alle regole non è facile, soprattutto quando ciò che unisce è un'inarrestabile e cieca passione.


Vorrei non essere critica, e se è per questo nemmeno cattiva. Di solito non lo sono mai, quando leggo. Certo, ci sono libri che non mi appassionano e che non mi piacciono, ma arrivo sempre alla fine, anche se la narrazione è pessima e i personaggi non hanno né arte e né parte.
Questo è stato il primo libro letto dopo la maturità, e fatemelo dire senza troppi giri di parole: Elizabeth Anthony non ci ha capito un cazzo.
Mi sono arrabbiata come una iena, leggendolo. La trama non era così promettente, ma ho voluto dargli una speranza: quanti libri sembrano brutti, e poi si rivelano fantastici?
Credevo fosse così anche per Tu sei mia, ma mi sbagliavo di grosso.
Ci troviamo nel 1920, vicino a Londra. Mi piacciono da morire i libri storici, meglio ancora se romanzati. La protagonista è Sophie, e infatti parte tutto proprio da lei: conosciamo bene o male i suoi genitori, sua madre che lavora Belfied Hall come domestica, che poi si rivela essere l’amante del Conte. Sophie è solo una ragazzina, eppure suo padre decide di partire per la guerra, e non tornare mai più. Mentre sua madre si ammala di nonsocosa, viene licenziata, ed un giorno vomitando e tossendo sangue decide di portare la sua bambina tredicenne a fare shopping. Sì, avete capito proprio bene, shopping.
Si recano ad Oxford, e fra una spruzzata di sangue qui, un vestito comprato di là, sua madre cade riversa a terra. Sophie chiede aiuto, ma nessuno si avvicina, finché non ferma un uomo. Un ragazzo mai visto e conosciuto prima, dovrebbe soltanto aiutarti, no? Nel giro di tre righe questo sconosciuto si occupa della madre di Sophie, pagandole anche il funerale. Dopo, spedisce con non so quali credenziali la piccola a lavorare a Belfied Hall come sguattera, e le dice di scrivergli. Sempre. Sophie per tre anni scrive a questo uomo mai visto e conosciuto, che sinceramente non le ha nemmeno mai dato un indirizzo. Ma lasciamo stare.
Insomma, Sophie lavora per anni a Belfied Hall. Intanto vede il Conte morire durante la guerra, il suo successore di soli dieci morire avvelenato, e così via. A Belfield Hall arriva la vedova del Conte, che in quattro e quattr’otto organizza dei rapporti lesbo con la sedicenne Sophie. Non parliamo di violenza, tranquilli. Lei è più che consenziente.
La nostra protagonista è in preda agli ormoni, crede quasi di amare Lady Beatrice, finché non le rivela le serve soltanto per uno scopo: cederla al nuovo conto di Belfied Hall come regalo ed amante, così che lui in preda al piacere decida di sposare Lady Beatrice.
E indovinate chi è questo fantomatico nuovo Conte? Quel poveretto di Mr. Maldon, l’uomo che aveva aiutato Sophie anni prima e che si rivela essere in realtà il Duca Ashley, cioè successore ed erede di Belfield Hall.
Lui non è per niente d’accordo con Lady Beatrice, ma Sophie con estrema facilità gli concede la sua innocenza, per poi scappare a Londra.
Passa qualche anno, lei diventa ballerina e il Duca la segue. La vede per caso in una compagnia di ballo, la attacca ad un muro per fare voi immaginate cosa, e poi la lascia lì dicendole che è una puttana. Tutto regolare, direi.
Sophie torna da lui in preda alle lacrime a alla sua migliore amica che nel 1920 si fa di cocaina come se non ci fosse un domani, chiedendogli pietà. Lui la prende sotto la sua protezione, la coccola, fanno sesso sfrenato e… Mi sono rifiutata di continuare a leggere. Arrivata all’87% di lettura, mi sono proprio rifiutata, sennò spaccavo il Kindle contro il muro. La cosa che mi rode di più, è che ci ho speso soldi. Quella che invece mi fa incazzare, è che ci sono così tante autrici talmente brave che restano nei loro angoletti bui per i NO delle case editrici, mentre i libri di Elizabeth Anthony vengono pubblicati come se non ci fosse un domani.
Non ho letto altre opinioni su questo libro, e nemmeno lo farò: mi vergogno anche a dargli una stellina.
Ma ripeto: sono ancora talmente incazzata che dovevo condividere questo mio pensiero con voi. 

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