martedì 19 giugno 2018

Recensione #104 | King - Un re senza regole (Mount #1) di Meghan March




King - Un Re senza regole (Mount #1) di 
Meghan March
Titolo originale: Ruthless King 
Pubblicazione: 17 Ottobre 2017
Pubblicazione italiana: 24 Maggio 2018
Editore: SEM
Prezzo cartaceo: 8.99 €
Prezzo e-book: 7.99 €
Trama: New Orleans è il mio regno. Nessuno conosce il mio nome, ma in città il mio potere è assoluto. Ciò che voglio lo ottengo sempre. Mi piace che la gente sia in debito con me. E che abbia paura. Soprattutto se si tratta di una bella, giovane vedova alle prese con un business da uomini. Lei non sa che la volevo da molto tempo. D'ora in avanti io sarò il suo padrone. E poi potrei anche tenerla solo per il mio piacere. è il momento di riscuotere il mio debito. Keira Kilgore è proprietà di Lachlan Mount.

mercoledì 13 giugno 2018

Da allora ad ora #1: com'è cambiata la blogsfera?




L’argomento che voglio trattare oggi diciamo che riguarda un po’ tutti, qui sulla blogsfera.
Negli ultimi mesi ci pensavo e ripensavo, e alla fine mi sono detta, perché non discuterne anche con gli altri?
Sono entrata effettivamente nella blogsfera nel 2013, aprendo per la prima volta La libreria dei sogni. Frequentavo diversi lit-blog già prima, e tutto è iniziato grazie al blog “From a  book lover” (N.B. Non ricordo di chi fosse, e purtroppo non l’ho trovato online.) In quel blog l’autrice – che era una ragazza carinissima -, stava traducendo per i fan di
Suzanne Collins, Mockingjay – Il canto della rivolta. Ancora in Italia non era uscito, e lei ci teneva così tanto che ha iniziato a tradurlo per i suoi lettori. Devo dire che è servito tantissimo, all’epoca ancora non leggevo in lingua (guardavo solo le serie sottotitolate in italiano), e trovare una persona che avesse deciso di tradurlo gratis per me era un sogno, ed anche per molti altri lettori. Oltre a tradurre Mockingjay, l’autrice del blog era una comunissima lit-blogger, ed ho iniziato a seguirla assiduamente. Poi – con il passare del tempo, - ho scoperto tantissimi altri lit-blog che mi hanno fatta impazzire. Glinda de L’atelier dei libri, Mr Ink, The Bookshelf, Frannie Pan, Juliette di Sweety Readers e così via. Forse spronata dall’amore per i libri, o dal fatto che esistessero così tante persone con cui parlare delle mie passioni (mettiamoci anche il fatto che avevo appena comprato il Kindle, e non dovevo spendere tantissimo per leggere), ho aperto La libreria dei sogni, con un post programmato il primo Gennaio del 2014.
Diciamo che da quando ho iniziato a bazzicare tra i lit-blog ad ora, su per giù sono passati cinque anni. Questi anni – purtroppo -, a volte sono stati controproducenti.
Che significa? Che nei primi due anni di vita del blog ero super presente. Gli impegni che mi portava via la scuola non erano nulla, in confronto agli impegni post-liceo. Con il diploma, il lavoro, l’università, ho lasciato andare un po’ tutto.
Però devo dire la verità: mi sono allontanata dal mio blog, ma mai dai vostri.
Non aggiornare non significa non leggere o non voler ascoltare i vostri pareri, anche perché, diciamocelo chiaro, i blog che hanno un posto nel mio cuoricino non li ho mai abbandonati.
Quindi, cosa trovo di diverso da allora ad oggi?
Per prima cosa, l’avvento di Facebook ed Instagram. Quando ho aperto La libreria dei sogni esistevano entrambi, ma non erano usati come ora.
Adesso invece sto facendo caso ad una cosa: i lit-blog che hanno aperto una pagina Instagram o una Facebook, vengono seguiti più su quei social che sul blog. Come me. Io non sono il tipo da Facebook e Instagram, ma ho voluto provare ad aprire la pagina del blog, giusto per vedere come andava, e devo dire che va alla grande, cento volte meglio del blog. Questo è anche dovuto al botta/riposta che c’è sui social, e non sul blog. Su instagram puoi farti vedere, esistono le storie, puoi parlare in direct con tutti, invece sul blog è un po’ più complicato. Commenti e se non vai a controllare non ti renderai mai conto che ti hanno risposto, email che finiscono in spam, insomma, un po’ tutto old style.
Altre e due cose che ho notato e che non mi piacciono per niente sono queste:
  1. Non è più una community. Non parlo di tutti, non punto il dito contro nessuno, ma la blogsfera non è più una community, o almeno non lo è come prima. Ricordo che anni fa c’era una famiglia. Vi giuro, forse è difficile da raccontare, ma chi c’era
    può capire. Prima era una vera, grande famiglia. Un’immensa famiglia. Ora, la famiglia non riesco più a vederla così bene come prima.
  2. La pubblicità. Parliamoci chiaro anche qui: ognuno è libero di fare del suo lit-blog o del suo profilo Instagram quello che vuole, ma negli ultimi anni succedono sempre le stesse cose. Leggo sempre le stesse recensioni, blog diversi, pareri uguali. Pareri uguali perché si parla di una nuova uscita, magari servita dalla CE che deve pubblicizzare il suo libro e il suo autore, ed ecco che nella timeline mi ritrovo tanti, tantissimi post su dei libri nuovi di zecca, e recensiti tutti nello stesso modo. Nulla in contrario nel collaborare con una CE, se hai un lit-blog e una CE ti chiede di collaborare è un vero e proprio sogno, ma sogniamo con i piedi per terra. Avere un blog e fare una collaborazione non significa stare ai comodi della CE o dell’autore. Ragazzi, se un libro non fa parte di un genere che preferite, perché leggerlo? Perché me lo mandano gratis? Poi non fa parte del genere che mi piace, lo leggo, metti che non piace e poi? Metto una bella recensione con cinque stelline perché tanto “me l’hanno regalato?” No. NO! Sbagliatissimo, per quanto mi riguarda.
Provate con gli autori emergenti, che purtroppo sono nascosti dietro le quinte. Leggete un libro vecchio, datato, e recensitelo bene o male. Non state dietro alle CE solo perché vi offrono dei libri, e voi li leggete anche se non vi piacciono. N.B. Sono la prima che riceve libri dalle CE o mi contattano autori emergenti per leggere i loro libri, ma sono sincera. Se il genere non mi piace, se la trama non mi ispira, io non lo leggo solo perché “va di moda”, o perché è “una nuova uscita”. E purtroppo, soprattutto in questi ultimi giorni nella timeline non faccio altro che leggere di nuove uscite una dopo l’altra, e di recensioni fatte con lo stampino. E mi dispiace, quanto mi dispiace. Perché il bello di allora era proprio non avere tutto questo. Era trovare tizio che parlava di un libro di Jane Austen, trovare caio che recensiva un film della Marvel, e sempronio che invece parlava di un thriller mai sentito prima.
Quindi, sì all’avvento dei social (soprattutto a chi fa quelle foto bellissime, vi invidio troppo), ma no allo schiavismo CE/recensione positiva perché “me l’hanno dato gratis”.
Non so se la pensate come me, o se addirittura pensate che è meglio ora che allora, e non vedo l’ora di leggere i vostri pareri.
Un abbraccio,
Tati.

martedì 12 giugno 2018

Recensione #103: Il Veterano (A modern farytale #1) di Katy Regnery





Il Veterano (A modern farytale #1) di 
Katy Regnery
Titolo originale: The Vixen and the Vet
Pubblicazione: 21 luglio 2017
Pubblicazione italiana: 21 maggio 2018
Editore: Quixote edizioni
Prezzo cartaceo: 12.99 €
Prezzo e-book: 4.99 €
Trama: Savannah Carmichael, tradita da una fonte inaffidabile che ha irrimediabilmente distrutto la sua carriera di giornalista, torna a Danvers, Virginia, la sua città natale. L’opportunità di rimettere insieme i pezzi della sua carriera si presenta quando deve scrivere un pezzo di interesse patriottico e umanistico sull'eremita della cittadina, Asher Lee, un veterano ferito che è tornato a Danvers otto anni prima, e che nessuno ha più visto da allora.Dopo l’esplosione di una bomba su strada in Afghanistan, che gli ha portato via una mano e sfigurato metà viso, Asher si ritira a vivere in tranquillità nella periferia di Danvers, dove i suoi concittadini hanno sempre rispettato la sua privacy... fino a quando Savannah Carmichael si presenta da lui con un piatto di brownie fatti in casa. Emarginati nella piccola Danvers, Savannah e Asher creano subito un legame, toccando il cuore l’uno dell’altra in modi che nessuno dei due pensava possibile. Quando un terribile errore minaccia di separarli, dovranno decidere se l’amore che hanno trovato sia forte abbastanza da lottare per il loro lieto fine, conquistato a fatica.

lunedì 11 giugno 2018

It's monday! What are you reading? #34




Buongiorno lettori, e buon inizio settimana! 
Nel fine settimana mi sono allontanata un po' dagli aggiornamenti per dedicarmi di più al cambio grafica del blog, che ne pensate? 
Lo so che sono ripetitiva, non faccio altro che cambiare con grafiche nere/bianche minimal, ma non ne posso fare a meno!
Comunque, vi lascio qui sotto il mio aggiornamento settimanale per le letture, se volete ditemi cosa state leggendo di bello anche voi!

Cosa ho appena finito di leggere?

Ho finito Il Veterano di Katy Regnery, e purtroppo non mi è piaciuto per niente. Ho letto tantissime recensioni positive, ma proprio non mi ha colpita. Domani leggerete la mia recensione. Poi, ho finito anche Scarlet di Marissa Meyer, e... ADORO ADORO ADORO!!


venerdì 8 giugno 2018

Let's talk about... #23 | 13 S2 | New Girl S7




Buonasera lettori! 
Anche oggi voglio lasciarvi il mio parere su due serie TV: la seconda stagione di 13 e la stagione finale di New Girl. 
Diciamo che la prima non mi ha fatta impazzire molto, ma anche New Girl non mi ha lasciata incantata come le altre volte. 
Voi le avete viste? Cosa ne pensate? Aspetto di leggere i vostri pareri nei commenti <3

13 | S2

Siamo di nuovo alla Liberty High School, dove inizia il processo per Hannah Baker.
Le cassette sono arrivate alla famiglia Baker, che ora – insieme al loro avvocato -, hanno deciso di chiamare a testimoniare ogni protagonista di quella cassetta.
E così, inizia la seconda stagione di Tredici. Una puntata per ogni confessione, ogni chiamata a giudizio.
Il primo è Tyler, il fotografo/stalker di cui Hannah aveva paura, poi passiamo a Courtney, la cinesina con i due papà, che in tribunale ammette di aver voluto baciare Hannah, perché era innamorata di lei. Questo le porterà dei problemi in seguito, insieme a tutti gli altri. Le convocazioni continuano, e vediamo sul banco dei testimoni Jessica. Forse in questa stagione le storie che più mi hanno fatta pensare e restare perplessa davanti al PC sono state proprio quella di Jessica, Justin e Alex. Ho riscoperto tre personaggi che nella prima stagione non mi erano piaciuti affatto, ma che nella seconda hanno dato prova della loro bravura nel campo.
Non continuo a sopportare Clay, che ogni volta mi fa venire il latte alle ginocchia, e ho
compatito molto la mamma di Hannah, che anche dopo il divorzio, ha continuato a portare avanti la sua lotta.
Parlare di Bryce sarebbe inutle. Tredici ci ha fatto capire che se sei potente, hai dei soldi, sei in politica, hai delle buone amicizie, non ti succederà niente. Che se stupri una ragazza, puoi nasconderlo. Se addirittura ne stupri una cerchia, puoi avere la libertà vigilata. Chi invece ruba al supermercato perché non ha un centesimo, se la deve scontare la galera.
13 non mi era piaciuta nemmeno nella sua prima stagione, non era niente male, ma troppo forte. Troppe cazzate adolescenziali quando in ballo c’erano suicidi, stupri, bullismo e tutto il resto. La seconda stagione era da evitare. Hannah si è uccisa, ha lasciato le sue cassette e ha detto addio a tutti. Finite le tredici cassette, potevano chiuderla lì. No, invece. Facciamo vedere il processo. Facciamo andare fuori di testa Clay che inizia a vedere i fantasmi e a parlare da solo. Non voglio commentare il trash dell’ultima puntata, perché ciò significa solo una cosa: ci sarà una terza stagione. Una super trash terza stagione. Vorrei non vederla, ma non posso farne a meno. E’ come Pretty Little Liars: più trash c’è, più sono contenta. Peccato che PLL non toccava argomenti così grandi, più grandi degli stessi protagonisti della serie. Male, malissimo. (4/10)