martedì 19 agosto 2014

Recensione #43: Tutta colpa del mare (e anche un po' di un Mojito) di Chiara Parenti

Tutta colpa del mare (e anche un po' di un Mojito) di
Chiara Parenti
Pagine: 134
Pubblicazione: 23 Luglio 2014
Editore: Rizzoli
Prezzo cartaceo: NON DISPONIBILE
Prezzo e-book: 2.49 €
TramaLa vita di Maia Marini procede a vele spiegate verso la felicità: un fidanzato appartenente a una prestigiosa famiglia, un lavoro presso una delle più rinomate agenzie di comunicazione di Milano, tre amiche splendide con cui trascorrere il weekend per festeggiare l’addio al nubilato di Diana, la futura cognata! Peccato che la meta prescelta sia la Versilia, dove Maia ha passato le vacanze fino all’estate dei 16 anni. Ritornare nei luoghi in cui ha lasciato il cuore e rivedere Marco, il primo amore, la manda in tilt. Così decide che qualche mojito non potrà farle male… e anzi l’aiuterà. Il mattino dopo, però, Maia non ricorda niente. Non ha idea di cosa abbia combinato durante quel folle venerdì notte. In compenso, però, lo sanno i suoi 768 amici di Facebook. Cercando di ricucire una situazione compromettente e compromessa in ogni settore della sua vita, Maia si troverà a porsi una domanda fondamentale: e se invece che la fine di tutto, fosse solo un nuovo inizio? Perché se è vero che l'alcol fa fare pazzie, è altrettanto vero che a volte aiuta a fare la cosa giusta!



Ci troviamo in una macchina con quattro amiche. Non mentite: lo so che almeno una volta avete fatto un viaggio con le vostre amiche, magari che è durato anche poco, ma sì, l’avete fatto. E’ proprio in questa macchina che conosciamo la nostra protagonista: Maia.
Per come sono fatta io, avrei passato tutto il viaggio a spettegolare con le mie amiche, anche se ci vediamo tutti i santi giorni. Peccato invece che Maia vive in simbiosi con il suo iPhone, e controlla ogni secondo le email di lavoro. Perché Tancredi è il capo più bastardo dell’Universo, e lei vuole quella promozione. Quindi, non può di certo perdersi in chiacchiere.
Okay, siamo su questa macchina, ma dove stiamo andando? Nemmeno Maia lo sa. Tutte le ragazze credono di dirigersi verso l’addio al nubilato di Diana (cognata di Maia), eppure nessuna di loro è a conoscenza di cosa accadrà lì. Anzi, non se lo immaginano neanche vagamente. Finché Diana confessa che sono dirette in Versilia, in una delle case di Madre. E adesso chi è Madre? Rigorosamente con la M maiuscola, Madre è la mamma di Diana. Nonché mamma di Lapo, fidanzato di Maia. In poche parole, la suocera che tutte le donne non vorrebbero mai. Sì, nemmeno io.
Il viaggio da Milano a Versilia passa con spensieratezza, finché le ragazze non annunciano la destinazione a Maia: proprio quella Versilia che da adolescente l’aveva ospitata per tante estati. Quella Versilia dove aveva trovato il suo primo amore, e dove l’ha lasciato.
Le ragazze arrivano in Versilia, e tra complimenti per quella casa reggia enorme e l’inquietante ritratto di Madre all’ingresso decidono di darsi alla pazza gioia. Tutte tranne Maia, che deve lavorare anche quel fine settimana. Finché Diana non decide di sequestrarle il cellulare, dirigendosi verso il locale dove si terrà l’addio al nubilato.
Ma non va mai tutto bene in questi casi, vero? Perché la band che suona in quel locale è proprio quella di Marco. Quel Marco lì, che Maia si era lasciata alle spalle anni dietro. Fra un calice di prosecco e svariati Mojito Maia si sveglia a casa di Madre la mattina dopo, e chi c’è a letto con lei? Dai, che non è difficile indovinare.


La lettura di questo libro scorre veloce, ed è  veramente piacevole. Fra un Mojito e l’altro, i vari flashback che ci sono all’interno e l’amore smodato che provava e prova ancora Maia verso Marco, lo leggerete in un attimo. Perché io ci ho impiegato meno di due ore. Conoscerete Maia ora, e conoscerete la Maia adolescente, quella che si era innamorata di Marco. Quella che ora crede di amare Lapo. Quella che non canta più, ma è troppo presa dal lavoro. Capirete e disprezzerete vari gesti della protagonista, perché in certe parti proprio non la capivo. In altre, mi sono evoluta insieme a lei. Sì, perché qui si tratta unicamente dell’evoluzione di Maia, secondo me. Evoluzione caratteriale, e personale. La storia d’amore viene in secondo piano, e questo mi è piaciuto molto.
Mi è piaciuto leggere i racconti di quella Maia adolescente, totalmente diversa da quella del presente. E mi sono innamorata di Marco. Strano, vero? Non mi innamoro mai dei protagonisti maschili…
Insomma, non è niente male come libro. Ma proprio per niente.
Allora perché do soltanto tre stelline? Per i troppi …wow (questo è troppo…wow – ma cosa… wow) che non ho apprezzato per niente, e per il sarcasmo che ho trovato un po’… triste? Non era proprio il tipo di sarcasmo che mi fa scattare la lampadina e una risatina, anzi…
Togliendo questi piccoli appunti personali, mi sento di consigliare il libro a tutti gli amanti del genere: fra un Mojito e l’altro non ve ne pentirete, come non se ne è pentita Maia!

4 commenti:

  1. Avevo già letto recensioni positive e ti dirò il titolo mi fa impazzire, sembra una lettura tranquilla e divertente ^^ è in wishlist!

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    1. E' una lettura tranquillissima e divertente. Passerei una buona ora!

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  2. Sembra carino ma non mi piace leggere librio con protagoniste fastidiose uff

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    1. Guarda, la mia preferita è Diana, ed ovviamente non è la protagonista. Ma se vuoi una lettura leggere, te lo consiglio!

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