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venerdì 11 luglio 2014

30 giorni Disney: giorno 7 - Il miglior cattivo


Buonasera lettori! 
Ormai la Disney mi ha bruciato il cervello, tanto che lunedì vado a tatuarmi proprio un personaggi Disney... sorpresa! Non vi dico chi, come e perché. Però sarà un piccolo tatuaggio, quasi stilizzato. Non vedo l'ora! 
Intanto, siamo arrivati al giorno 6! Pronti?


Il miglior cattivo
(migliore, nel senso che era cattivissimo, e gli è riuscito piuttosto bene)


Gli occhi di Mufasa parlano da soli. 
Non solo hai ucciso tuo fratello, caro Scar, ma anche il RE LEONE. 
Ho amato tantissimo Il Re Leone, inutile raccontarvi i pianti mentre Scar lasciava le zampe di Mufasa. Cattivo. 
Eppure, secondo me è stato il miglior cattivo. Talmente cattivo da farmelo odiare!


E voi? Il vostro miglior cattivo? 
Se mi dite la strega di Biancaneve vi vengo a trovare con un cesto di mele, non scherzo!

Recensione #38: Di carne e di carta di Mirya



Di carne e di carta di 
Mirya
Pagine: 336
Pubblicazione: 14 Giugno 2014
Editore: Autopubblicato
Prezzo cartaceo: NON DISPONIBILE 
Prezzo e-book: 2.68 €
Trama: Chiara vive di carta. Insegna, studia e legge di tutto. Sui libri e coi libri è cresciuta, i libri sono stati la sua famiglia e i suoi migliori amici e dai libri ha appreso l’amore: l’amore per le pagine ma anche per gli uomini che in quelle pagine vivono. 
Leonardo entra nella sua vita per seguirla nel Dottorato di ricerca, ed è un uomo concentrato sulla realtà di carne: per lui il distacco dalle parole scritte è vitale e non accetta l’approccio passionale di Chiara. Ma è stato davvero un caso, a portarlo da lei, o c’è una trama anche dietro al loro incontro? 

Tra un canto di Dante e una canzone degli ABBA si combatte la guerra tra la carne e la carta, una guerra che non ha vincitori né perdenti e che forse non ha nemmeno schieramenti. 


E’ strano scrivere questa recensione, per me.
Io che non mi sono mai fatta problemi a dire cosa penso di un libro, oggi mi ritrovo a fissare la pagina word come una demente. Però voglio fare una cosa fatta bene, e proprio per questo, devo cominciare dall’inizio.
Ho iniziato a leggere le fanfictions di Mirya nel lontano 2009, quando avevo appena quindici anni. Sì, una piccola me. EFP era il mio rifugio, la mia casa. Quella non era per niente una bella estate, anzi. Odiavo i miei, quell’odio che prova un’adolescente alle sue prime armi. Poi, li odiavo ancora di più perché mi avevano chiusa in casa per un’estate intera: avevo perso il primo anno al liceo, e loro non me l’hanno mai perdonato. All’epoca per me erano i genitori più subdoli e cattivi del mondo, ora ripensandoci dovrei ringraziarli. Mamma, non leggere questo post!
Comunque, iniziai a scrivere su EFP. Successivamente, a leggere. Le prime fanfictions erano quelle di Alessia Esse aka Stupid Lamb aka la fantastica donna autrice della Trilogia di Lilac. Dopo, arrivarono quelle di Mirya.
Con Mirya mi si è aperto un mondo, e non sto scherzando. Passavo giornate intere al PC in quel periodo, e quando aggiornava i miei occhi si illuminavano. Roba che saltavo dalla sedia, giravo per camera e poi leggevo. Molto meglio se non racconto cosa accadde quando lessi una recensione di Mirya lasciata ad una mia storia. Ad una ragazzina di quindici anni appena compiuti.
Quindi, ecco perché è strano scrivere questa recensione, per me. Perché non sarò imparziale, e per niente oggettiva.
Ho iniziato a seguire Di carne e di carta dal primo capitolo pubblicato su EFP: un’altra estate in compagnia delle storie di Mirya, altre paturnie adolescenziali, primi amori e una sedicenne invece che quindicenne. Continuavo ad odiare mamma e papà. Fatto sta che Mirya ha sempre accompagnato le mie estati, con le sue storie. Quest’anno però qualcosa è cambiato: un’altra estate, non odio più mamma e papà, e la maturità alle porte. Avevo promesso di non leggere libri durante la maturità, per uscire con un bel voto, e l’ho fatto. Zero libri, studio intenso. Peccato che alla fine per me quello non si è rivelato un bel voto, e ringrazio di aver staccato per un giorno, per poter rileggere Di carne e di carta.
Niente più EFP, ma sul mio bel Kindle. Niente più capitoli a cadenza nonsoquandoaggiorno, ma tutta la storia lì, a portata di mano.
La protagonista di questo libro è Chiara, una professore ventisettenne che ho sempre desiderato avere. Quello maschile Leonardo, eh sì, diciamo che desidero avere più Leonardo che Chiara, anche se è uno stercorario vivente. Non sapete cosa sia uno stercorario? Leggetevi il libro, perché non vi dico niente.
Chiara è una donna che vive di carta, di letteratura, del suo lavoro che ama tantissimo.
Leonardo è un uomo di carne. Oserei dire cinico, quasi distaccato.
Eppure la prima volta che si incontrano, lui sembra conoscere già Chiara. Grazie alla carta, grazie all’amante fatta a pezzi dentro all’armadio.
Vi innamorerete di entrambi i personaggi, forse per Leonardo aspetterete qualche capitolo. Invece amerete alla follia Alessandra, Sivieri, Paula ed Ivano, gli Abba e Dante.
Sì, gli Abba il gruppo. Anche questi me li ha fatti odiare mamma, mettendoli al massimo dentro casa ed in macchina, rovinando la mia infanzia. Mamma, l’avresti mai detto che ho riascoltato tutta la playlist degli Abba, leggendo Di carne e di carta?
E sì, Dante. Vi vedo mentre state premendo la X rossa in alto a destra, fermatevi perché avete capito bene: proprio quel Dante Alighieri. Odio adolescenziale che purtroppo deve ancora passare. Perché mentre mi rivedevo tutte le prime prove uscite negli ultimi dieci anni, ho ritrovato Dante soltanto una volta. Ed ero fissata che fosse proprio su Dante, l’analisi del testo. Poi è uscito Quasimodo, ma posati i libri ho continuato a nutrire rancore per Dante sul Kindle.
Comunque, dovete leggere Di carne e di carta. Non potete, oppure provate: dovete.
Vi porterà via poco tempo, e quando avrete finito ne vorrete ancora, ancora ed ancora.
Ringrazio Mirya che mi ha accompagnata per tutta la mia adolescenza, dalle prime storie su EFP, fino ad ora.
Non è da me essere carina e smielata, quindi ora basta: VOGLIO IL CARTACEO!

giovedì 10 luglio 2014

30 giorni Disney: giorno 6 - il tuo personaggio femminile preferito


Buongiorno amici! Come state?
Io non mi sono mai rilassata come in questo periodo, praticamente vado tutti i giorni a mare o in piscina, con il mio bel libro dietro che purtroppo non riesco mai a leggere, vuoi amici rompi scatole, nipotine che mi obbligano a stare 23/24h in piscina a congelare, perché qui il tempo non è dei migliori.... 
Intanto proseguiamo con i 30 giorni Disney, e nel pomeriggio arriverà anche una bella recensione! 


Il tuo personaggio femminile preferito


Belle in questa GIF dice tutto, ed io non ho bisogno di aggiungere altro! 


Qual è il vostro personaggio femminile preferito, invece? Non vedo l'ora di saperlo! 

martedì 8 luglio 2014

Recensione #37: Tu sei mia di Elizabeth Anthony



Tu sei mia di 
Elizabeth Anthony
Titolo originale: All I want is you
Pagine: 256
Pubblicazione: 22 Ottobre 2013
Pubblicazione italiana: 26 Giugno 2014
Editore: Garzanti Libri
Prezzo cartaceo: 14.90 €
Prezzo e-book: 8.99 €
Trama: Oxfordshire. 1920. Il sole non sorge ancora e Sophie è già a lavoro per far risplendere le immense sale di Belfield Hall. Ha sedici anni ed è la più giovane cameriera del palazzo; tutti si rivolgono a lei solo per darle ordini. C'è un unico momento in cui Sophie si sente felice: quando il grammofono suona e lei comincia a danzare. Fino al giorno in cui il suo sguardo incrocia due occhi azzurri ai quali non è possibile sfuggire, capaci di portare un po' di luce nelle buie stanze dell'antica dimora. Appartengono a Mr Maldon, il nuovo padrone di Belfield Hall. Un uomo forte e deciso che non ha interesse per nessuno al di fuori di sé stesso. Ma basta un breve incontro tra loro e qualcosa di potente e sconosciuto li travolge. Entrambi sanno che ciò che hanno provato in quell'istante non può esistere: lui è un duca, lei una donna della servitù. Eppure ci sono tentazioni contro cui è vano combattere. Sophie non ha altra scelta che lasciarsi sedurre da quell'uomo, dal suo animo tormentato e misterioso. Perché Mr Maldon non riesce a resistere al suo fascino puro e ingenuo, ma nasconde desideri inconfessati. Nella magia di notti proibite, i due vengono trascinati in un piacere che non conosce differenze sociali: è fatto di gesti, sospiri, limiti da superare. Presto il loro amore impossibile deve fare i conti con gli intrighi di palazzo, con un'etichetta rigida e severa. Ma sottostare alle regole non è facile, soprattutto quando ciò che unisce è un'inarrestabile e cieca passione.


Vorrei non essere critica, e se è per questo nemmeno cattiva. Di solito non lo sono mai, quando leggo. Certo, ci sono libri che non mi appassionano e che non mi piacciono, ma arrivo sempre alla fine, anche se la narrazione è pessima e i personaggi non hanno né arte e né parte.
Questo è stato il primo libro letto dopo la maturità, e fatemelo dire senza troppi giri di parole: Elizabeth Anthony non ci ha capito un cazzo.
Mi sono arrabbiata come una iena, leggendolo. La trama non era così promettente, ma ho voluto dargli una speranza: quanti libri sembrano brutti, e poi si rivelano fantastici?
Credevo fosse così anche per Tu sei mia, ma mi sbagliavo di grosso.
Ci troviamo nel 1920, vicino a Londra. Mi piacciono da morire i libri storici, meglio ancora se romanzati. La protagonista è Sophie, e infatti parte tutto proprio da lei: conosciamo bene o male i suoi genitori, sua madre che lavora Belfied Hall come domestica, che poi si rivela essere l’amante del Conte. Sophie è solo una ragazzina, eppure suo padre decide di partire per la guerra, e non tornare mai più. Mentre sua madre si ammala di nonsocosa, viene licenziata, ed un giorno vomitando e tossendo sangue decide di portare la sua bambina tredicenne a fare shopping. Sì, avete capito proprio bene, shopping.
Si recano ad Oxford, e fra una spruzzata di sangue qui, un vestito comprato di là, sua madre cade riversa a terra. Sophie chiede aiuto, ma nessuno si avvicina, finché non ferma un uomo. Un ragazzo mai visto e conosciuto prima, dovrebbe soltanto aiutarti, no? Nel giro di tre righe questo sconosciuto si occupa della madre di Sophie, pagandole anche il funerale. Dopo, spedisce con non so quali credenziali la piccola a lavorare a Belfied Hall come sguattera, e le dice di scrivergli. Sempre. Sophie per tre anni scrive a questo uomo mai visto e conosciuto, che sinceramente non le ha nemmeno mai dato un indirizzo. Ma lasciamo stare.
Insomma, Sophie lavora per anni a Belfied Hall. Intanto vede il Conte morire durante la guerra, il suo successore di soli dieci morire avvelenato, e così via. A Belfield Hall arriva la vedova del Conte, che in quattro e quattr’otto organizza dei rapporti lesbo con la sedicenne Sophie. Non parliamo di violenza, tranquilli. Lei è più che consenziente.
La nostra protagonista è in preda agli ormoni, crede quasi di amare Lady Beatrice, finché non le rivela le serve soltanto per uno scopo: cederla al nuovo conto di Belfied Hall come regalo ed amante, così che lui in preda al piacere decida di sposare Lady Beatrice.
E indovinate chi è questo fantomatico nuovo Conte? Quel poveretto di Mr. Maldon, l’uomo che aveva aiutato Sophie anni prima e che si rivela essere in realtà il Duca Ashley, cioè successore ed erede di Belfield Hall.
Lui non è per niente d’accordo con Lady Beatrice, ma Sophie con estrema facilità gli concede la sua innocenza, per poi scappare a Londra.
Passa qualche anno, lei diventa ballerina e il Duca la segue. La vede per caso in una compagnia di ballo, la attacca ad un muro per fare voi immaginate cosa, e poi la lascia lì dicendole che è una puttana. Tutto regolare, direi.
Sophie torna da lui in preda alle lacrime a alla sua migliore amica che nel 1920 si fa di cocaina come se non ci fosse un domani, chiedendogli pietà. Lui la prende sotto la sua protezione, la coccola, fanno sesso sfrenato e… Mi sono rifiutata di continuare a leggere. Arrivata all’87% di lettura, mi sono proprio rifiutata, sennò spaccavo il Kindle contro il muro. La cosa che mi rode di più, è che ci ho speso soldi. Quella che invece mi fa incazzare, è che ci sono così tante autrici talmente brave che restano nei loro angoletti bui per i NO delle case editrici, mentre i libri di Elizabeth Anthony vengono pubblicati come se non ci fosse un domani.
Non ho letto altre opinioni su questo libro, e nemmeno lo farò: mi vergogno anche a dargli una stellina.
Ma ripeto: sono ancora talmente incazzata che dovevo condividere questo mio pensiero con voi. 

domenica 6 luglio 2014

30 giorni Disney: giorno 5: il tuo personaggio maschile preferito


Buongiorno e buona domenica! 
Da oggi finalmente ricomincio con le rubriche, ed una di queste è proprio i "30 Giorni Disney". Ci eravamo lasciati con questo post! 
Quindi riprendo proprio dal quinto giorno :)


Il tuo personaggio maschile preferito

Il mio personaggio maschile preferito è... Li Shang!
Non è il solito principe devosalvarelamiaprincipessa, e l'ho sempre adorato per questo! 
Che dire, mi sta venendo voglia di rivedere Mulan! Scherzo, ormai ho la nausea della Disney!


Qual è invece il vostro personaggio maschile preferito? 

P.S. Ho cambiato finalmente la grafica, che ve ne pare?