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mercoledì 13 giugno 2018

Da allora ad ora #1: com'è cambiata la blogsfera?




L’argomento che voglio trattare oggi diciamo che riguarda un po’ tutti, qui sulla blogsfera.
Negli ultimi mesi ci pensavo e ripensavo, e alla fine mi sono detta, perché non discuterne anche con gli altri?
Sono entrata effettivamente nella blogsfera nel 2013, aprendo per la prima volta La libreria dei sogni. Frequentavo diversi lit-blog già prima, e tutto è iniziato grazie al blog “From a  book lover” (N.B. Non ricordo di chi fosse, e purtroppo non l’ho trovato online.) In quel blog l’autrice – che era una ragazza carinissima -, stava traducendo per i fan di
Suzanne Collins, Mockingjay – Il canto della rivolta. Ancora in Italia non era uscito, e lei ci teneva così tanto che ha iniziato a tradurlo per i suoi lettori. Devo dire che è servito tantissimo, all’epoca ancora non leggevo in lingua (guardavo solo le serie sottotitolate in italiano), e trovare una persona che avesse deciso di tradurlo gratis per me era un sogno, ed anche per molti altri lettori. Oltre a tradurre Mockingjay, l’autrice del blog era una comunissima lit-blogger, ed ho iniziato a seguirla assiduamente. Poi – con il passare del tempo, - ho scoperto tantissimi altri lit-blog che mi hanno fatta impazzire. Glinda de L’atelier dei libri, Mr Ink, The Bookshelf, Frannie Pan, Juliette di Sweety Readers e così via. Forse spronata dall’amore per i libri, o dal fatto che esistessero così tante persone con cui parlare delle mie passioni (mettiamoci anche il fatto che avevo appena comprato il Kindle, e non dovevo spendere tantissimo per leggere), ho aperto La libreria dei sogni, con un post programmato il primo Gennaio del 2014.
Diciamo che da quando ho iniziato a bazzicare tra i lit-blog ad ora, su per giù sono passati cinque anni. Questi anni – purtroppo -, a volte sono stati controproducenti.
Che significa? Che nei primi due anni di vita del blog ero super presente. Gli impegni che mi portava via la scuola non erano nulla, in confronto agli impegni post-liceo. Con il diploma, il lavoro, l’università, ho lasciato andare un po’ tutto.
Però devo dire la verità: mi sono allontanata dal mio blog, ma mai dai vostri.
Non aggiornare non significa non leggere o non voler ascoltare i vostri pareri, anche perché, diciamocelo chiaro, i blog che hanno un posto nel mio cuoricino non li ho mai abbandonati.
Quindi, cosa trovo di diverso da allora ad oggi?
Per prima cosa, l’avvento di Facebook ed Instagram. Quando ho aperto La libreria dei sogni esistevano entrambi, ma non erano usati come ora.
Adesso invece sto facendo caso ad una cosa: i lit-blog che hanno aperto una pagina Instagram o una Facebook, vengono seguiti più su quei social che sul blog. Come me. Io non sono il tipo da Facebook e Instagram, ma ho voluto provare ad aprire la pagina del blog, giusto per vedere come andava, e devo dire che va alla grande, cento volte meglio del blog. Questo è anche dovuto al botta/riposta che c’è sui social, e non sul blog. Su instagram puoi farti vedere, esistono le storie, puoi parlare in direct con tutti, invece sul blog è un po’ più complicato. Commenti e se non vai a controllare non ti renderai mai conto che ti hanno risposto, email che finiscono in spam, insomma, un po’ tutto old style.
Altre e due cose che ho notato e che non mi piacciono per niente sono queste:
  1. Non è più una community. Non parlo di tutti, non punto il dito contro nessuno, ma la blogsfera non è più una community, o almeno non lo è come prima. Ricordo che anni fa c’era una famiglia. Vi giuro, forse è difficile da raccontare, ma chi c’era
    può capire. Prima era una vera, grande famiglia. Un’immensa famiglia. Ora, la famiglia non riesco più a vederla così bene come prima.
  2. La pubblicità. Parliamoci chiaro anche qui: ognuno è libero di fare del suo lit-blog o del suo profilo Instagram quello che vuole, ma negli ultimi anni succedono sempre le stesse cose. Leggo sempre le stesse recensioni, blog diversi, pareri uguali. Pareri uguali perché si parla di una nuova uscita, magari servita dalla CE che deve pubblicizzare il suo libro e il suo autore, ed ecco che nella timeline mi ritrovo tanti, tantissimi post su dei libri nuovi di zecca, e recensiti tutti nello stesso modo. Nulla in contrario nel collaborare con una CE, se hai un lit-blog e una CE ti chiede di collaborare è un vero e proprio sogno, ma sogniamo con i piedi per terra. Avere un blog e fare una collaborazione non significa stare ai comodi della CE o dell’autore. Ragazzi, se un libro non fa parte di un genere che preferite, perché leggerlo? Perché me lo mandano gratis? Poi non fa parte del genere che mi piace, lo leggo, metti che non piace e poi? Metto una bella recensione con cinque stelline perché tanto “me l’hanno regalato?” No. NO! Sbagliatissimo, per quanto mi riguarda.
Provate con gli autori emergenti, che purtroppo sono nascosti dietro le quinte. Leggete un libro vecchio, datato, e recensitelo bene o male. Non state dietro alle CE solo perché vi offrono dei libri, e voi li leggete anche se non vi piacciono. N.B. Sono la prima che riceve libri dalle CE o mi contattano autori emergenti per leggere i loro libri, ma sono sincera. Se il genere non mi piace, se la trama non mi ispira, io non lo leggo solo perché “va di moda”, o perché è “una nuova uscita”. E purtroppo, soprattutto in questi ultimi giorni nella timeline non faccio altro che leggere di nuove uscite una dopo l’altra, e di recensioni fatte con lo stampino. E mi dispiace, quanto mi dispiace. Perché il bello di allora era proprio non avere tutto questo. Era trovare tizio che parlava di un libro di Jane Austen, trovare caio che recensiva un film della Marvel, e sempronio che invece parlava di un thriller mai sentito prima.
Quindi, sì all’avvento dei social (soprattutto a chi fa quelle foto bellissime, vi invidio troppo), ma no allo schiavismo CE/recensione positiva perché “me l’hanno dato gratis”.
Non so se la pensate come me, o se addirittura pensate che è meglio ora che allora, e non vedo l’ora di leggere i vostri pareri.
Un abbraccio,
Tati.